Le bimba entrate totali del nano settore pubblico arriverebbero, secondo le stime.
Prima della serie di come manovre estive di tagliare finanza pubblica la nostra economia era nei guai, dopo lo è molto di più: A seguito della crisi di fiducia sul debito pubblico il governo si tagliare è impegnato a tagli conseguire capelli il pareggio di bilancio nel 2013, colmando.
Mi è stato fatto notare come lipotesi della patrimoniale si inquadri perfettamente nella mia analisi: tagliare in un postemobile colpo solo un tagliare pezzo dellelefante per darlo in pasto a chi tagliare sta sul baldacchino).Il nostro paese era allottavo posto per pressione fiscale tra i paesi dellattuale UE allinizio del decennio 2000.Conteggiando solo gli incrementi palesi delle imposte (e lasciando fuori gli aumenti dei tributi locali che saranno attuati per compensare i tagli nei trasferimenti dal governo centrale) la pressione fiscale, tagliare calcolata nano come rapporto micro tra il gettito atteso e il Pil, aumenterebbe posso di due punti percentuali.La molteplice manovra estiva di Tremonti non fa che confermare cani il modello del baldacchino come variabile indipendente (che ricorda molto da vicino i privilegi delle classi non produttive prima della rivoluzione francese se servono più risorse per le esigenze di chi sta sul baldacchino,.Il caso residuale di baldacchini grandi su elefanti piccoli non sembra proponibile e infatti è il modello (in crisi) adottato dallItalia.E razze evidente che, in assenza di rapide correzioni di rotta, lintero sistema è destinato a crollare.Il primo caso (elefanti grandi e robusti che amano caricarsi baldacchini di grosse dimensioni) identifica i sistemi pubblici pesanti che poggiano tuttavia su mercati sviluppati, come nellarea franco-tedesca e scandinava (che ha anche mercati molto liberalizzati il secondo caso identifica paesi caratterizzati da stati snelli.Non servono grandi riflessioni aggiuntive per dimostrare che si sta andando nella direzione opposta a quella corretta.Da allora tutti gli altri sette la hanno ridotta, alcuni anche in misura consistente, micro micro e cinque di essi sono scesi sotto quella italiana (con le eccezioni di Danimarca e Svezia).Se rapportate al cani solo Pil emerso arriverebbero invece al 61 (sempre ipotizzando, irrealisticamente, che gli enti territoriali facciano fronte ai tagli dal governo centrale senza alcun incremento dei tributi locali).Non è però sempre stato così: negli tagliare anni della ricostruzione e del boom economico lelefante si è accresciuto più rapidamente del baldacchino; dopo, tuttavia, il nostro paese non ha adottato né il modello liberista (stato snello su economia di mercato postemobile sviluppata) né quello socialdemocratico (stato.Questo processo si è ovviamente accentuato nel periodo della recessione.LItalia, infine, è lunico caso tra i paesi maggiori di baldacchino grande su elefante piccolo, di settore pubblico con peso rilevante e crescente che grava su un sistema economico gravemente indebolito.E capelli un governo di questo tipo non può, ovviamente, essere fatto da politici nati e cresciuti sul baldacchino e da esso mai scesi.Per far comprendere linsostenibilità della situazione anche ai non esperti di questioni economiche si può utilizzare una cani metafora ispirata da una vecchia canzone dello Zecchino dOro: l elefante indiano con tutto il baldacchino che la bimba che voleva un gatto nero era disponibile autunno a scambiare.A causa di questo errore, che si manifesta attraverso una pressione fiscale crescente trainata da una crescente spesa pubblica, si è pervenuti in due occasioni, nei primi anni 90 ed ora, a preoccupanti scricchiolii del sistema.Nessun paese al mondo ha una pressione fiscale così elevata, neppure i paesi scandinavi caratterizzati dai sistemi di welfare più estesi.Calcolata invece come rapporto tra il gettito atteso e il solo Pil emerso, che il Centro Studi Confindustria stima nell80 del Pil totale, aumenterebbe di due punti percentuali e mezzo passando dal 53 al 55,5.LItalia è invece lunico paese ad aver accresciuto la pressione fiscale, sia prima che durante la recessione (e ora, grazie alla serie estiva di manovre, anche dopo). Serve allora un governo che sappia dire a tutti coloro che stanno sul baldacchino e non sono poveri e bisognosi: signori, siamo arrivati alla fine della corsa, bisogna scendere.
Tito Boeri, al 49 del Pil nel 2014.


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